8.
Lettera di Nino Costa a Cecilia Howard

16 giugno 1887
Roma 16 Giugno 1887i
Carma Sig.na Cecilia
Le sono obbligatissimo delle notizie che mi da del suo Sig.r Papà; e non può immaginare quanto siamo contenti che queste sieno(sic) buone; tanto più che eravamo alquanto in pena per lui; perché l’altro giorno incontrammo il Dott.Occhini il quale ci domandò con molti interessamento notizie del Sig.r Giorgio raccomandandoci gli si raccomandasse la più grande tranquillità e pace 1.
Per ciò deve fare la cosa che a lui piace meglio, lasciando con calma passare le stagioni, acquerellando incidendo, dipingendo a tempera, o ad olio, disegnando, acquafortendo, cavalcando ecc.ecc.basta che faccia opera d’arte.
Ieri ho spedito i colori richiesti, e l’asta Simonetti non viene ancora!
Godiamo che la Sig.ra Mamma stia meglio, e facciamo i più caldi voti, perché torni alla buona salute di prima necessaria alle sue alte vedute, alla buona madre e sposa, al suo grande cuore 2.
Per dir la verità compiango un poco Maria, lanciata nel mare magnum della società londrina(sic), quantunque credo che quando sarà a riva guarderà con piacere il mare periglioso, e si attaccherà con più gusto alla terra.
Cara Cecilia se di tanto in tanto ci manderà anche la più piccola letterina ci farà il più grande piacere, se ci darà notizie di lei e della Famiglia.
Accetti i saluti dei miei e mi creda di Lei
Devotmo Affnatmo
Giovanni Costa
1. Sembra che George Howard, venuto a Roma forse per riportare a casa la figlia Maria, che era stata ospite dei coniugi Costa, sia stato obbligato a rimpatriare in fretta a causa di un malore, curato inizialmente dal Dott. Occhini (cfr. lettera di Costa a George Howard del 8 maggio 1887, Castle Howard Archives).
2. Forse un indiretto riferimento a piccoli screzi nel rapporto tra gli coniugi Howard (cfr. C.Dakers, The Holland Park Circle, Londra 1999, p.104).