3.
Dormono di giorno per pescare la notte
(1855)
Olio su tavola, 12x47,6 cm
Firmato in basso a destra in rosso: Costa
Provenienza
Lord Leighton. Vendita Leighton, Christie’s Londra, 11 luglio 1896, n.305 (Evening Sun, Coast of Naples). William Cornwallis Cartwright, Aynhoe, Inghilterra. Fine Art Society, Londra.
Esposizioni
A Collection of Pictures by Professor G.Costa, Londra Fine Art Society, 1882, n.38 (Fishermen sleeping before the work of the night).
Centenary Exhibition, Londra Fine Art Society, 1976, n.5.
The Etruscan School, Londra Fine Art Society, 16 novembre-10 dicembre 1976, n.13, ripr.in copertina.
Nino Costa ed i suoi amici inglesi, Milano Circolo della Stampa, 4-20 maggio 1982, n.4, ripr.
The Macchiaioli, New York Stair Sainty Matthiesen , 1984, n.1, ripr.
The Etruscans. Painters of the Italian Landscape 1850-1900, York Art Gallery, 4 febbraio-5 marzo 1989, n.1, p.25, ripr.
Da Corot ai macchiaioli al simbolismo. Nino Costa e il paesaggio dell’anima, Castiglioncello Centro per l’arte Diego Martelli, 19 luglio-1 novembre 2009, pp.128-129, n.17, ripr.
I Preraffaelliti il sogno del ‘400 italiano da Beato Angelico a Perugino da Rossetti a Burne-Jones, Ravenna Museo d’arte della città, 28 febbraio-6 giugno 2010, p. 181, n. 100, ripr.
The Pre-Raphaelites and Italy, Oxford Ashmolean Museum, 16 settembre-5 dicembre 2010, p.156, n.97, ripr.
Letteratura
J. Cartwright, Giovanni Costa, Patriot and Painter, in “The Magazine of Art”, 1883, vol.VI, p.29.
I diari di Julia Cartwright, Northampton County Archives, Delapre Abbey, Northampton, Inghilterra, voci del 7 e del 15 luglio 1896 (informazione orale da A. Emanuel).
O. Rossetti Agresti, Giovanni Costa. His Life, Work, and Times, Londra 1904, pp.69-70.
G. Costa, Quel che vidi e quel che intesi, Milano 1927, pp.118-119; p.122; 2° ed., Milano 1983, con introduzione di M. F. Apolloni, ripr. tra pp.54 e 55.
C. Newall, Leighton and the Art of Landscape, in Frederic Leighton, Londra Royal Academy of Arts, 15 febbraio-21 aprile 1996, p. 47, ripr.
F. Arisi – A. Baboni, Stefano Bruzzi 1835-1911. Catalogo ragionato, Piacenza 2000, p. 22, n. 17, ripr.
Closer to Home. The Restoration of Leighton House and Catalogue of the reopening Displays 2010, Londra 2010, pp.38-39, ripr.
Secondo Costa, questo dipinto fu acquistato da Leighton fra il 1856 e il 1857 e fu il primo che il pittore romano vendette. La cessione in quella data, malgrado le affinità con alcune opere giovanili dei Macchiaioli, specie di Banti, esclude che l’opera possa essere stata vista dagli stessi Macchiaioli. Tuttavia, intense annotazioni come questa spinsero i pittori del Caffè Michelangiolo a lavorare dal vero con rinnovato spirito d’osservazione. Tra l’altro, sul retro di tutta una serie di tavolette degli anni ‘50 Costa indicò numero e titolo dell’opera, come se le avesse catalogate personalmente. E’ stata recentemente ritrovata una raffigurazione della stessa barca, senza figure, da ritenersi uno studio per il dipinto della collezione Leighton, che reca sul retro la data del 1855 (Verso Ardea. Cfr. Viaggiatori appassionati. Elihu Vedder e altri paesaggisti americani dell’Ottocento in Italia), catalogo della mostra a cura di R. Soria, S. Gimignano Galleria Raffaele De Grada, 29 giugno-29 settembre 2002; Roma Museo Andersen, 15 ottobre 2002-12 gennaio 2003, n. 46, tav. 46). Senz’altro al 1855, quindi, andrebbe assegnato l’episodio raffigurato in Dormono di giorno ... che Costa racconta nelle sue memorie e avvenuto durante una delle sue scorribande con Mason sul litorale romano. In una notte di tempesta i due artisti aiutano alcuni pescatori in difficoltà a trascinare la loro barca al riparo delle onde inferocite. Il dipinto documenta, quindi, la scena il giorno seguente: “Io ho dipinta questa barca in secco, la quale, al calar del sole, segna sulla spiaggia una grande striscia d’ombra; ed in questa i pescatori che se la dormono”. Questi luoghi erano presi d’assalto sia da pescatori napoletani attirati dall’abbondanza del pescato, come quelli qui raffigurati, sia da trasportatori di carbone, che era prodotto in gran quantità nelle foreste a ridosso del mare: erano quindi luoghi consoni anche a Costa “carbonaro”. Julia Cartwright, biografa di Costa, fu affascinata dall’intensità tonale del rosso del tramonto in quest’opera, che lo zio William acquistò alla vendita Leighton nel 1896. Annotò poeticamente nel suo diario: “...boat on the beach where the white waves roll by under a burning crimson glow”.
Come era sua abitudine, Costa eseguì una versione di maggiori dimensioni, e fu questa che espose poi alla New Gallery nel 1890 (n. 208. Dipinto n.12).
Nino Costa,
Verso Ardea